sabato 2 novembre 2013

La benedizione dell'apprendistato

Ciao a tutti!!

Questo weekend ero tornata in Italia per poter vedere la mia famiglia, la nonna e la mia piccola, vecchia e malandata cagnolina...

Non voglio parlare ora della rabbia che provo ogni volta che ascolto il telegiornale italiano, con le loro notizie che, in fondo, in 6 mesi non sono poi così tanto cambiate.
L'unica cosa a cui ora voglio accennare è il tasso di disoccupazione, a livelli massimi dagli anni 70: 40,4%.

Venerdì sera mi sono anche trovata con una mia amica che fu anche compagna di università.
Laureatasi come me da qualche mese ha fatto l'esame di stato per la qualificazione di Farmacista e poi si è messa a cercare lavoro come Farmacista, per l'appunto

Passata l'estate a portare curriculum porta a porta tra le farmacie della sua zona e non, è venuta a conoscenza recentemente di una ragazza che stava lasciando il posto di lavoro in una farmacia li vicino. Presentatasi, le è stato poi concesso un colloquio.

Risultato? Assunta con contratto a tempo indeterminato ma con tre anni di apprendistato. Sentendosi dare della ignorante (in senso positivo ovvio... tu esci dall'università dopo 5 anni di studio, 6 mesi di tirocinio in farmacia a lavorare gratis, un anno di tesi per metà all'estero, la QUALIFICAZIONE COME FARMACISTA in saccoccia e non sai un ca**o. Mi pare giusto) e che la professione di farmacista è una professione seria e che necessita di una grande preparazione. Ma davvero? Nooooooo.... non me l'aspettavo! Cazzarola e ora come faccio? 



koala non ci crede


"Ma ritieniti fortunata che rientri nella fascia di età per l'apprendistato! Ho controllato la lista dei senza lavoro dell'ordine ed è infinita!"
 Fortunata.... fortunata ad essere considerata una palla al piede per tre anni solo per poter essere pagata di meno.


"Sai dovrai fare dei corsi specifici... e avrai tante cose da imparare!" (pagati dall'ordine e facoltativi. Ci sono i crediti ECM, obbligatori per tutti indipendentemente dall'anzianità ma collezionabili in molti modi diversi). 


Parlando il giorno dopo con i miei familiari sono rimasta stupita nel sentire che avere un apprendistato è garanzia di avere un lavoro a tempo indeterminato: poi ti tengono li.

Ah! Ma allora:


Questa mia amica non è l'unica ad aver trovato un contratto ad apprendistato. Tutte queste posizioni però mi confermano come il modo di pensare dei lavoratori e soprattutto la filosofia delle aziende sia diversa in Italia rispetto ad altri paesi.

Leggetevi questo articolo: Stagista cercasi.
Vi sono tre foto di proposte di lavoro, o meglio di schiavitù.

Il neo laureato italiano è una testa vuota. Un pinco pallino qualunque che è arrivato alla laurea perchè ha pregato Padre Pio che ha concesso il miracolo. (Weh padre pio... certo che sei proprio generoso a concedere la laurea a migliaia di studenti ogni anno!) Non importa quanto uno sappia davvero fare: deve imparare.
Se da un lato questo è vero, cioè il neolaureato non ha una specifica conoscenza pratica di come funziona il mondo del lavoro in specifici settori, c'è da ricordare che appena usciti dall'università si hanno d'altra parte conoscenze teoriche ben maggiori del boss che ti va ad assumere. Non perché ai suoi tempi non aveva studiato, ma perché con il tempo il boss si è dimenticato. Non si è aggiornato perché non è compito suo. 
Tuttavia si sente in diritto di dire al neo laureato che è una persona che non può dare alcun contributo all'azienda senza un tirocinio o un'esperienza da stagista.
E si sentono in dovere di non pagare perché la conoscenza che acquisiranno, che spesso nemmeno è cosi particolare, gli sarà di grande aiuto in futuro: "ringrazia il cielo che stai lavorando".
E il neo laureato ci crede! "Almeno faccio esperienza". 

Riprendiamo ora la Costituzione Italiana

Art.1
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."


Fondata sul lavoro: lavoro sottopagato che non permette la piena espressione libera dell'individuo, andando contro l'articolo 3, comma 2 della stessa costituzione, solo poche righe più in basso.

"E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

In poche parole: No soldi? No shopping. No shopping? No fatturato per i negozi.No fatturato per i negozi? No sviluppo economico.

No soldi? No investimento nella propria istruzione o in quella dei figli. No investimento nell'istruzione? No formazione di menti brillanti che possano creare nuove aree produttive e innovazione al paese. No formazione? No sviluppo sociale.

No soldi? Poca fiducia nella politica che non fa niente per "rimuovere gli ostacoli di carattere economico e sociale" allo sviluppo dell'individuo e della comunità. No fiducia? No partecipazione politica

Art.4, comma 1:
 "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto."

Sappiamo che questo non sta accadendo e non occorre spendere ulteriori parole a riguardo.

Idem per l'articolo 9:
"La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica."

La ricerca non è affatto promossa, è sempre meno finanziata e la disinformazione, di contro è sempre più diffusa. Non si fa niente per informare correttamente i cittadini su pericolosi pettegolezzi che girano sul modo e quantità della sperimentazione e sugli effetti collaterali dei vaccini. Le pseudoscienze si mischiano con le scienze serie creando confusione e ancora più difficoltà nel promuovere lo sviluppo scientifico e tecnico. 
Negli ultimi anni infatti la maggior parte delle multinazionali farmaceutiche ha spostato i laboratori di ricerca all'estero. E non per approfittare di norme diverse che sono al contrario di carattere europeo. Ma per poter fare il loro lavoro senza temere che un gruppo di seguaci de "La-scienza-è-contro-la-vita" irrompa nel laboratorio mandando all'aria anni di ricerche e finanziamenti.

Vorrei anche porre l'attenzione su un evento accaduto nella mia città: un eccellente laboratorio di ricerca dell'ospedale ha salvato la vita, grazie ai suoi studi ad un neonato con l'intero organismo in tilt. Questo laboratorio sopravvive grazie alla beneficenza e le donazioni di privati fatte attraverso eventi e spettacoli pubblici il cui ricavato va a pagare le borse di studio dei ricercatori. E' a mio parere una vergogna che la nostra eccellenza italiana sia costretta a vivere di carità altrui o peggio a trasferirsi all'estero (portandosi dietro anche la glorie che buone ricerche avrebbero potuto portare al nostro Paese).

E infine arriviamo all'articolo 36:
"Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi."

Ridiamo per non piangere. Come mostrato dal link sopra evidentemente lo stagista non è considerato un lavoratore. E mai lo sarà se continua a passare di stage in stage perché non vi è lavoro a tempo indeterminato...

E meno male che esistono gli apprendistato! Almeno... dopo ti tengono li!

Un bacione a tutti e un buon weekend!

Bettina